Gianni Alemanno è da sempre l'esponente politico che più stimo. Serio, capace, intelligente, discreto, è diventato il nuovo sindaco di Roma, con una vittoria schiacciate. Dopo il primo turno il piacone Rutelli di consigliava di andare da Berlusconi a farsi dare un ministero, che non ce l'avrebbe fatta. Ora lui andrà a piangere tra le braccia della moglie (lautamente) stipendiata proprio dal Berlusca.
La soddisfazione diventa più grande se pensiamo ai temi che Alemanno ha imposto: sicurezza e decoro. Parole che Rutelli si è trovato sbattuto in faccia e a cui non ha saputo reagire.
Questo passaggio, assieme a quello che al 99% avverrà tra pochi giorni, con Fini presidente della camera, è il punto di arrivo per la trasformazione della destra, in una destra conservatrice, democratica e liberale.
Gli spettri del fascismo hanno fatto ridere tutti, con i giornalisti rossi che si sono comportati come se in 60 anni non fosse successo nulla. Nessuna svolta. Nessun cambiamento.
A questo punto dovremmo guardarci in faccia. Dobbiamo capire se ha senso continuare con la miseria di una destra che si aggrappa ai suoi lumicini e residuati storici, o a una Destra dentro il pdl, che faccia sentire la sua voce, le sue idee, avere le sue possibilità di governo. Da parte mia la scelta è evidente, anche se rimarrà congelata parzialmente sotto la guida di Berlusconi. Il futuro è di destra solo se la destra è al governo, solo se rappresenta la maggioranza degli italiani, solo se continua sulla strada dell'umiltà intellettuale di non umiliare il popolo, solo se tornerà, dopo Berlusconi, sulla strada profonda della legalità e della moralità.
Ho letto in giro dichiarazioni deliranti sulla vittoria di Alemanno, vista come una sciagura da chi ha sostenuto Storace: ci sono cose come questa che non capirò mai, come il voler attaccarsi ancora con forza al fascismo 60 anni dopo. La destra non è il fascismo, ma "Porta con mani di santo o soldato / l'intimità col Re, Destra divina / che è dentro di noi, nel sonno. "
martedì 29 aprile 2008
mercoledì 16 aprile 2008
A Casa, tornatevene a casa.

Incredibile. Dopo 50 anni e oltre passati in parlamento a professare il comunismo e tutto il suo carico di sangue, se ne vanno a casa. Purtroppo con una grossa e grassa pensione, ma almeno non li sentiremo più in televisiono. Ieri diliberto è stato a Ballarò, l'ultimo canto del cigno, anche se, come sempre, si poteva sentire la puzza delle stronzate che diceva anche attraverso il televisore.
Perchè se ne vanno a casa? La risposta mi sembra ovvia. Perchè chi li vota, il loro bacino, erano gli operai. Degli operai che si sono visti avviliti e sorpassati in importanza dal lerciume ideologico che professano.
Gli operai possono sopportare di essere continuamente messi sotto scacco da teppisti, drogati, clandestini e zingari. La Sinistra ha sempre difeso senza ragionare queste categorie, dimenticandosi delle persone oneste.Gli operai appunto. Bastava sentirli: se dicevi sicurezza, loro rispondevano precariato. E agli operai, che il posto fisso ce l'hanno (come l'87% dei lavoratori), interessa la sicurezza. Sul lavoro e a casa.
Hanno candidato una zingara, ottima mossa per gli "intellettuali di sinistra", certo, che vivono in zone più che sicure, ma per le persone normali e perchè no, anche quelle umili, che davanti a un campo zingari ci vivono, la cosa irrita e parecchio.
Col cacchio che vi votano.
Un altro punto: la famiglia. Sinistra o destra, non fa differenza: per tutti gli italiani è importante. Magari non per gli intellettuali di cui sopra, che comunque so no lo zero virgola niente, ma gli italiani possono arrivare a concepire qualche forma di tutela per famiglie omo, non certo la famiglia modello zapatero. Anche qua vivono su un altro mondo.
Non parliamo poi dei verdi, che finalmente, la smetteranno con la loro percentuale ridicola di voti a tenerci ostaggio delle loro idee da primitivi e ignoranti. Si alle infrastrutture, si al nucleare, si agli inceneritori, si alla modernizzazione. Pecoraro adesso non riderà più ai funerali dei nostri caduti: spero sia il motivo principale della sua disfatta.
Un ultimo appunto sulla sinistra normale, il PD. Ieri la Turco ha insinuato che la lega e il Pdl cavalcano la paura delle persone. Di fronte all'obiezione che se un pensionato ti dice "ho paura", te non puoi ignorarlo, lei ha risposto che la soluzione è rimediare alla causa della paura. Esatto. Solo che se lo fa la destra è xenofobia, se lo fa il PD è "rimuovere le cause". Sei volte, sei lo ha ripetuto, tra le facce incredule di Pansa e del pubblico. Poi si chiedono perchà l'italia da il 47% al Pdl+Lega, il 5,5% all'UDC e il 2,5% alla destra. Si dovrebbero anche chiedere perchè dal 1994 non hanno mai preso più voti dei partiti di destra: più deputati e senatori due volte, più voti mai.
martedì 15 aprile 2008
Tiriamo i remi in barca
La delusione è stata grande, ma francamente, era un sogno, più che un speranza, il fatto che la lista di Ferrara raggiungesse il 4%. Un misero 0,38% è un risultato ridicolo, una pernacchia, come ha detto Ferrara. Peccato.
Peccato perchè poteva essere un segno forte nei confronti della società: siamo disposti a non votare il leader, ma piuttosto un'idea. Magari un'idea poco importante dal punto di vista della pancia, ma un'idea nobile. Peccato.
Peccato ma non troppo. In fondo, lo scopo principale, quello di riaprire il dibattito, di portare alle coscienze il problema, c'è stato. Ed è stato forte, violento, irrispettoso nei confronti della libertà di espressione, a volte. Ma è stato anche, perdonatemi, bello e umano come pochdibattiti; un dibattito quasi sublime. La vita contro la morte, oltre gli ideali religiosi,di partito, di ideologia becera. Tutti costretti a schierarsi: o vivi o muori. Ferrara, la sua lista, il movimento per la vita non muoiono certo per la disfatta elettorale: sono sicuro, ma forse anche questo è un sogno più che una speranza, che dentro i tanti elettori del PDL, della Lega, de "La Destra F.T" e anche dell' UDC, molti, se non tutti sono d'accordo nel voler favorire la scelta della nascita verso quella della vita con aiuti seri da parte dello stato.
Ferrara e pochi altri coraggiosi ci hanno provato e hanno fallito: levo mesto il simbolo, visto che il collegamento ormai non funziona già più.
Ma ricordiamoci, che i veri uomini (inteso come umanità) non sono quelli che si rialzano dopo la sconfitta, quello lo sanno fare tutti. Sono quelli che affrontano la sfida pur saprendo che soccomberanno, senza magqari potersi rialzare.
Sommersi dall'indifferenza delle tribune, ma innalzati sulle ali della vita.
Non potevamo chiedere fine migliore.
Buona vita a tutti.
Peccato perchè poteva essere un segno forte nei confronti della società: siamo disposti a non votare il leader, ma piuttosto un'idea. Magari un'idea poco importante dal punto di vista della pancia, ma un'idea nobile. Peccato.
Peccato ma non troppo. In fondo, lo scopo principale, quello di riaprire il dibattito, di portare alle coscienze il problema, c'è stato. Ed è stato forte, violento, irrispettoso nei confronti della libertà di espressione, a volte. Ma è stato anche, perdonatemi, bello e umano come pochdibattiti; un dibattito quasi sublime. La vita contro la morte, oltre gli ideali religiosi,di partito, di ideologia becera. Tutti costretti a schierarsi: o vivi o muori. Ferrara, la sua lista, il movimento per la vita non muoiono certo per la disfatta elettorale: sono sicuro, ma forse anche questo è un sogno più che una speranza, che dentro i tanti elettori del PDL, della Lega, de "La Destra F.T" e anche dell' UDC, molti, se non tutti sono d'accordo nel voler favorire la scelta della nascita verso quella della vita con aiuti seri da parte dello stato.
Ferrara e pochi altri coraggiosi ci hanno provato e hanno fallito: levo mesto il simbolo, visto che il collegamento ormai non funziona già più.
Ma ricordiamoci, che i veri uomini (inteso come umanità) non sono quelli che si rialzano dopo la sconfitta, quello lo sanno fare tutti. Sono quelli che affrontano la sfida pur saprendo che soccomberanno, senza magqari potersi rialzare.
Sommersi dall'indifferenza delle tribune, ma innalzati sulle ali della vita.
Non potevamo chiedere fine migliore.
Buona vita a tutti.
sabato 5 aprile 2008
I "giornalisti" dell'espresso
Ho trovato assai strano che a pochi giorni dal vinitaly e a poche settimane dall'affare diossina sulle mozzarelle di bufala campana, l'espresso si sia lanciato in un "reportage" sui vini italiani, dove si parla di sofisticazioni e pericoli per la salute. Strano perchè un'inchiesta di questo tipo poteva essere fatta l'anno scorso, il mese scorso, fra due settimane, fra un anno. Invece no. L'hanno fatta adesso.
Anche un idiota avrebbe capito che non era il caso, soprattutto dopo la figura miserrima fatta nel mondo con i rifiuti campani prima, e la diossina nelle mozzarelle dopo. Se il mondo non si fida di un prodotto italiano, e arriva qualcuno con tempismo da record che ne parla male di un altro, ben presto si creerà una fama a rovescio sui nostri prodotti. Eppure i "giornalisti" dell'espresso, in nome della libertà di informazione (di sinistra), di questi argomenti plausibili se ne sono fregati: un pò come Bassolino dei rifiuti. Inutile dire che a pensar male si fa sempre bene, e allora, quale sarà il motivo di questo exploit giornalistico così a tempo?
Siccome però quelli di sinistra sono tutti piuttosto omologati, possiamo immaginare benissimo come si è svolta la riunione del comitato di redazione:
"Compagni ho un articolo che parla male del vino italiano!"
"Ottimo, dobbiamo distruggere ogni briciolo di amor patrio!"
"Se gli italiani non si fidano di loro stessi potremmo fare la rivoluzione!"
"Giusto, vado a chiamre i miei amici alle BR"
Non ho ancora parlato poi del contenuto dell'articolo: infatti non si parla solo di annacquamenti, in alcuni casi, con acqua e zucchero, che sono vietati dalla legge e che producono un vino più cattivo, non velenoso, ma di sostanze tossiche trovate nel vino come l'acido cloridrico.
Qualcuno ha utilizzato l'acido cloridrico (conosciuto anche come muriatico) per far scindere il saccarosio (ovvero lo zucchero da cucina che hanno aggiunto illegalmente al vino) in fruttosio e glucosio, due zuccheri che nel vino sono presenti. Così il truffatore non è facilmente riconoscibile.
L'espresso però dice
Chiaramente la parola acido fa subito pensare al peggio, tuttavia l'acido cloridrico non è cancerogeno e soprattutto se si ingerisce un cucchiani di zucchero (saccarosio) il nostro stomaca produrrà il suddetto acido per scindere il saccarosio in fruttosio e glucosio. Appare evidente come si stia creando un caso per la salute che invece non c'è, in quanto nessuno morirà lentamente per tracce di acido cloridrico. In poche parole il vino non è pericoloso.
La truffa c'è, in alcuni casi però, va punita severamente e con forza, ma non il pericolo per la salute. Berrete dello schifoso vino annacquato, non del veleno, se siete sfortunati. Se saremo bravi risolveremo in breve tempo la questione e riporteremo il vino italiano al primo posto al mondo, il posto che gli spetta.Se i giornalisti fossero bravi e non di parte, farebbero rivedere articoli su argomenti scientifici a scienziati, invece di cercare le informazioni su wikipedia. Ma in fondo da chi avrebbe votato per Bassolino se lo avessero proposto come presidente della loro regione, non si può sperare molto di più
Anche un idiota avrebbe capito che non era il caso, soprattutto dopo la figura miserrima fatta nel mondo con i rifiuti campani prima, e la diossina nelle mozzarelle dopo. Se il mondo non si fida di un prodotto italiano, e arriva qualcuno con tempismo da record che ne parla male di un altro, ben presto si creerà una fama a rovescio sui nostri prodotti. Eppure i "giornalisti" dell'espresso, in nome della libertà di informazione (di sinistra), di questi argomenti plausibili se ne sono fregati: un pò come Bassolino dei rifiuti. Inutile dire che a pensar male si fa sempre bene, e allora, quale sarà il motivo di questo exploit giornalistico così a tempo?
Siccome però quelli di sinistra sono tutti piuttosto omologati, possiamo immaginare benissimo come si è svolta la riunione del comitato di redazione:
"Compagni ho un articolo che parla male del vino italiano!"
"Ottimo, dobbiamo distruggere ogni briciolo di amor patrio!"
"Se gli italiani non si fidano di loro stessi potremmo fare la rivoluzione!"
"Giusto, vado a chiamre i miei amici alle BR"
Non ho ancora parlato poi del contenuto dell'articolo: infatti non si parla solo di annacquamenti, in alcuni casi, con acqua e zucchero, che sono vietati dalla legge e che producono un vino più cattivo, non velenoso, ma di sostanze tossiche trovate nel vino come l'acido cloridrico.
Qualcuno ha utilizzato l'acido cloridrico (conosciuto anche come muriatico) per far scindere il saccarosio (ovvero lo zucchero da cucina che hanno aggiunto illegalmente al vino) in fruttosio e glucosio, due zuccheri che nel vino sono presenti. Così il truffatore non è facilmente riconoscibile.
L'espresso però dice
I due acidi, assieme alle altre sostanze cancerogene, non uccidono subito, ma lo fanno progressivamente, in modo subdolo. L’acido cloridrico, comunemente chiamato acido muriatico, può provocare profonde ustioni se finisce sulla pelle, se ingerito è devastante."
Chiaramente la parola acido fa subito pensare al peggio, tuttavia l'acido cloridrico non è cancerogeno e soprattutto se si ingerisce un cucchiani di zucchero (saccarosio) il nostro stomaca produrrà il suddetto acido per scindere il saccarosio in fruttosio e glucosio. Appare evidente come si stia creando un caso per la salute che invece non c'è, in quanto nessuno morirà lentamente per tracce di acido cloridrico. In poche parole il vino non è pericoloso.
La truffa c'è, in alcuni casi però, va punita severamente e con forza, ma non il pericolo per la salute. Berrete dello schifoso vino annacquato, non del veleno, se siete sfortunati. Se saremo bravi risolveremo in breve tempo la questione e riporteremo il vino italiano al primo posto al mondo, il posto che gli spetta.Se i giornalisti fossero bravi e non di parte, farebbero rivedere articoli su argomenti scientifici a scienziati, invece di cercare le informazioni su wikipedia. Ma in fondo da chi avrebbe votato per Bassolino se lo avessero proposto come presidente della loro regione, non si può sperare molto di più
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