domenica 24 febbraio 2008

Non c'è limite allo schifo (intellettuale)

Quando Berlusconi disse che per fare i giudici bisognava essere ritardati mentalmente si sbagliava: i ritardati mentali fanno gli intellettuali di sinistra.
Per carità, liberissimi di apostrofarsi come meglio credono e gongolarsi nel proprio brodo, meno di offendere gli altri ( che poi sarebbero le persone normali) e dire oscenità assolute.

Ecco l'ultima: per caso finisco in questa pagina con simpatica poesiola sul caso di Napoli che ha scatenato il (giusto) casino attorno all'argomento, di un certo Carlo Corniglia. Riporto i versi più interessanti, con commenti miei tra parentesi:

Se quel male mi colpì (fa parlare ferrara in prima persona)
e io, normale, sono qui,

quella donna è un’assassina (ferrara non l'ha mai detto)
e lo è la Medicina!” (lo è il medico che ha dato informazioni sbagliate)
Scorriam l’enciclopedia: (visto quello che ha letto era nonciclopedia)
Klinefelter. Malattia (almeno il nome)

causa di minicoglioni, (vero)
mastodontici tettoni, (falso)
di problemi gravi al cuore. (falso)
Può far scemo il portatore, (falso)

di un eunuco dar l’aspetto. (curabile con testosterone)
Dopo aver ben bene letto (sei sicuro?)
e guardato il bellimbusto, (sempre ferrara)
quella donna ha visto giusto (mmmhh cominciamo male)

nel decider d’abortire: (eh già, si fa sempre bene ad abortire)
meglio assai che partorire (in fondo che importa)
un bambino alla Ferrara, (uh, si è alla frutta quando si augura la non esistenza degli altri)
l’ateo che porta la tiara. (detto da lui..)

Come per miracolo ecco che si materializzano tutte le caratteristiche del tipico intellettuale di sinistra:
1) scriva in maniera convinta, talvolta ironica, con disprezzo per gli altri.
2) non è in grado di capire un qualunque testo scientifico, anche se è ingegnere chimico (però è intellettuale).
3) E' supponente
4) E' vecchio e probabilmente rincoglionito.
5) Proclama senza problemi idee repellenti per ogni persona normale.
6) Se ne compiace.
In pratica è il fratello gemello di Giorgio Bocca.

Ora, che cosa si può fare nei confronti di questi signori?
Ignorarli sarebbe l'ideale, purtroppo però che li legge o li segue è sulla stessa (bassa) lunghezza d'onda cerebrale.
Quindi non c'è soluzione. Al limite fate come me e mandategli un commento sarcastico (o offensivo). Non so se lo pubblicano (guai a lasciare i commenti liberi, da bravi liberali), ma sicuramente lo/li infastidirà molto. Gli pseudocomunisti beceri se la prendono nel profondo anche se non lo danno a vedere.

Dimenticavo: magari se avesse letto queste interviste non avrebbe scritto questa poesia.
No, l'avrebbe scritta uguale: se potesse cambiare idea o non essere fazioso non sarebbe un intellettuale di sinistra


venerdì 22 febbraio 2008

Kosovo je Srbija

Il kosovo indipendente è un violenza internazionale nei confronti della Serbia. Riposto qua sotto un articolo di Massimo Fini del 12 Novembre 2007 postato su comedonchisciotte.org (ripreso dal gazzettino), che riporta in maniera chiara la situazione. L'Italia complice di questa violenza e il prossimo governo dovrebbe rimediare a quello che ha fatto quell'incapace di D'Alema

INDIPENDENZA DEL KOSOVO, UNO SCENARIO INQUIETANTE
Prima di Natale gli albanesi kosovari sono decisi a proclamare l'indipendenza del Kosovo. A prescindere da come vadano a finire le stanche trattative che si tengono da mesi a Vienna con la intermediazione della Ue. Del resto la proposta ultimativa che la Ue ha fatto ai serbi è che Belgrado firmi un trattato dove non si parla formalmente di indipendenza del Kosovo ma a quest'ultimo viene dato un seggio all'Onu (che è la soluzione adottata nel 1972 per la Ddr). Se non è zuppa è pan bagnato.

E' giusto che il Kosovo diventi indipendente? Per capirlo bisogna rifarne la storia. Alla fine degli anni '90 in Kosovo si confrontavano due ragioni: quella dell'indipendentismo degli albanesi kosovari, diventati nel tempo, la maggioranza, perchè più prolifici, e quella della Serbia a mantenere la sovranità su un territorio che da secoli era, storicamente e giuridicamente, serbo, che era anzi considerato "la culla della Nazione serba".Il braccio armato dell'indipendentismo kosovaro, l'Uck, foraggiato dagli Stati Uniti, faceva guerra di guerriglia e uso, com'è in tutte le lotte partigiane, del terrorismo. La Serbia rispondeva con una dura repressione, poliziesca e militare. Ne aveva diritto? Facciamo un'ipotesi fantapolitica, ma neanche troppo.
Poniamo che, fra cinquant'anni, in Piemonte gli islamici diventino la maggioranza e pretendano la separazione di quella regione dal nostro Paese e la sua indipendenza . Avrebbe l'Italia il diritto di difendere, anche con le armi, l'integrità del suo territorio? Io credo che non ci siano dubbi. Perchè un territorio non appartiene solo a coloro che lo abitano e ci vivono in quel momento, ma anche alle generazioni che lo hanno abitato, vissuto, lavorato nel passato e reso quello che è. E' vero che in un anno e mezzo c'erano stati, ad opera di gruppi paramilitari serbi, due eccidi di civili, a Racka e in un'altra cittadina kosovara, in cui erano morte 205 persone. Una brutta vicenda, ma niente di nemmeno lontanamente paragonabile a quanto avviene da decenni in Palestina o al genocidio perpetrato dai russi in Cecenia (un quarto della popolazione eliminato). Non importa, gli americani avevano deciso che il torto stava solo dalla parte dei serbi.
Nella primavera del 1999 la Nato, con l'Italia di D'Alema nella poco dignitosa parte del 'palo', violando il principio di diritto internazionale fino ad allora mai messo in discussione, della non-ingerenza negli affari interni di uno Stato sovrano, bombardò per 72 giorni una grande capitale europea come Belgrado. Finchè i serbi furono costretti a cedere. In Kosovo fu imposta un'amministrazione neocoloniale, a guida Nato, che avrebbe dovuto garantire la convivenza fra le due etnie. Il progetto è miseramente fallito. In Kosovo si è realizzata (dopo quella del presidente croato Tudjman: ottocentomila serbi cacciati, in un sol giorno, dalle "Krajne") la più grande 'pulizia etnica' dei Balcani: di 360 mila serbi ne sono rimasti sessantamila, 150 chiese e monasteri ortodossi sono stati dati alle fiamme. Una guerra, quella scatenata nel 1999 dalla Nato contro la Serbia, che oltretutto ha favorito nei Balcani quella componente musulmana che oggi provoca tante reazioni "Fallaci style". Ma i serbi continuano ad essere "i cattivi".
In un recente discorso a Tirana, Bush ha promesso agli albanesi l'indipendenza del Kosovo. Il presidente americano non sembra rendersi conto delle conseguenze. Con quale dirittto e con quale faccia ci si opporrà, d'ora in poi, all'indipendentismo dei curdi di Turchia che, a differenza degli albanesi kosovari, abitano una regione che è da sempre loro tanto che si chiama Kurdistan? O all'indipendentismo ceceno? O corso? O basco? O agli indipendentismi, serbi, bulgari, rumeni, valacchi, che serpeggiano in varie zone dei Balcani dove queste etnie sono minoranze all'interno dei rispettivi Stati ma maggioranze nelle loro specifiche regioni? L'indipendenza del Kosovo può essere il detonatore di una gigantesca polveriera in Europa. Gli Stati Uniti se ne possono fregare. Noi europei no.

Massimo Fini
Fonte: http://www.massimofini.it/
Uscito su "Il gazzettino" il 09/11/2007

giovedì 21 febbraio 2008

Una scelta da fare.

Sgravato da impegni universitari e rinvigorito dalla lunga pausa senza post sulla politica, che debbo ammettere mi ha provocato un periodo di rifiuto e disgusto verso la politica, torno sull'argomento, in particolare sulle future elezioni.
Prodi è caduto, e questo lo sapevate già, e oramai finiti i sobri festeggiamenti si andrà alle urne. Il porcellum, la legge elettorale così bistrattata, sembra avere nuova linfa dalla situazione odierna: Veltroni se ne va da solo (con Di Pietro), la sinistra arcobaleno ( i comunisti marci) se ne vanno da soli ma assieme, AN e Forza Italia se ne vanno assieme sotto la bandiera del popolo della libertà ( assieme a figure dubbie come Capezzone o la Mussolini), Casini va da solo verso il centro, ma ci trova già Tabacci (rosa bianca, che puzza di vecchio) e quel bamboccio di Mastella. Dimenticavo Storace che alza la testa, gonfia il petto e se ne va da solo ( assieme alla Fiamma tricolore).
Il rapido riassunto sopra serve per capire, dal mio punto di vista, chi sarebbe conveniente votare.
Veltroni: gli ex comunisti presentano un programma di destra al 90%: non ha senso votarlo.
Bertinotti: vabbè, lasciamo stare.
Silvio Berlusconi: il pdl sarà anche il partito del centrodestra, ma personalmente sono stufo di rivedere il berlusca al govero. Basta! Perchè uno di 71 anni non se ne va a casa? Ma soprattutto con che coraggio potrei votare per un partito che annovera tra le sue file Bondi, Cicchitto (ogni volta che lo ascolto lo disprezzo sempre più), Dell'Utri (mafia? no grazie), vallette varie (la Yespica ha detto no, ci mancava solo lei), la Brambilla ( a ballarò è stata ridicola), pregiudicati vari e vecchi scassoni. AN garantiva una certa legalità e una certa responsabilità e profondità di pensiero, ma questo pdl no.
Casini, Tabacci, Mastella: i centristi esistono solo dove la parola destra è associata a dittature. Questi signori o sono ne carne ne pesce, e allora non sono niente, o sono di destra ma non lo sanno, o preferiscono non saperlo. Casini va apprezzato per il suo coraggio, meno per l'appoggio a Cuffaro (mafia? no grazie), Tabacci mi è indifferente, Mastella, bhè Mastella semplicemente è un non politico: fa politica per poter vivere alle spalle dello stato.
Santanchè: vorrei tanto poter votare per La Destra e la Fiamma. Potrei dire: ho votato la Fiamma e il mondo si aprirebbe ai miei piedi in segno di ammirazione. Sogni a parte, la Santanchè non mi sembra adatta: non ha la genuina spontaneità e la storia politca di Storace o Romagnoli, ma peggio, durante la convention della destra ha usato parole che non mi sono piaciute per nulla. La volgarità non mi rappresenta, così come un'assidua frequentatrice di salotti. Storace perchè non ti sei candidato te o qualcun'altro accettabile? Perchè?

E chi ci rimane? Bhè uno in realtà c'è rimasto. Si firma con un elefantino, una volta era comunista, adesso è il rappresentante conservatore in Italia più in vista. Con coraggio, senza farsi mettere sotto, con la forza della ragione e dei valori ha scelto una strada. Ecco, Giuliano, io sono con te.
Fare una campagna elettorale su un solo tema può sembrare riduttivo, ma lo affronta in una maniera così giusta che il suo programma è il più di destra, il più conservatore, il più vicino ai valori che mi rappresentano. Davanti a a programmi che non sanno di nulla, davanti a urlatrici insipide, io scelgo Giuliano Ferrara e invito tutti a farlo. Informatevi sull'argomento, e capirete che la sensibilità con cui Ferrara lo affronta è l'unica possibile: smettiamola di buttare via la vita, riportiamo al sacro il suo significato, non da cristiani ma da cittadini liberi.

La destra guarda verso la vita da sempre, da domani magari qualcun altro ci guarderà assieme a essa.