martedì 15 aprile 2008

Tiriamo i remi in barca

La delusione è stata grande, ma francamente, era un sogno, più che un speranza, il fatto che la lista di Ferrara raggiungesse il 4%. Un misero 0,38% è un risultato ridicolo, una pernacchia, come ha detto Ferrara. Peccato.
Peccato perchè poteva essere un segno forte nei confronti della società: siamo disposti a non votare il leader, ma piuttosto un'idea. Magari un'idea poco importante dal punto di vista della pancia, ma un'idea nobile. Peccato.
Peccato ma non troppo. In fondo, lo scopo principale, quello di riaprire il dibattito, di portare alle coscienze il problema, c'è stato. Ed è stato forte, violento, irrispettoso nei confronti della libertà di espressione, a volte. Ma è stato anche, perdonatemi, bello e umano come pochdibattiti; un dibattito quasi sublime. La vita contro la morte, oltre gli ideali religiosi,di partito, di ideologia becera. Tutti costretti a schierarsi: o vivi o muori. Ferrara, la sua lista, il movimento per la vita non muoiono certo per la disfatta elettorale: sono sicuro, ma forse anche questo è un sogno più che una speranza, che dentro i tanti elettori del PDL, della Lega, de "La Destra F.T" e anche dell' UDC, molti, se non tutti sono d'accordo nel voler favorire la scelta della nascita verso quella della vita con aiuti seri da parte dello stato.
Ferrara e pochi altri coraggiosi ci hanno provato e hanno fallito: levo mesto il simbolo, visto che il collegamento ormai non funziona già più.
Ma ricordiamoci, che i veri uomini (inteso come umanità) non sono quelli che si rialzano dopo la sconfitta, quello lo sanno fare tutti. Sono quelli che affrontano la sfida pur saprendo che soccomberanno, senza magqari potersi rialzare.
Sommersi dall'indifferenza delle tribune, ma innalzati sulle ali della vita.
Non potevamo chiedere fine migliore.

Buona vita a tutti.

1 commenti:

Nona ha detto...

Great work.