martedì 25 settembre 2007
Grillo e i suoi adepti
Inutile aggiungere che lui ne era un fervente sostenitore, così ho provato a proporre un punto di vista diverso. Ho fatto notare, come si è fatto su altri blog, che negare a tutti i condannati la possibilità di fare politica è semplicemente ridicolo, in quanto non tutti i reati sono uguali. Collusione mafiosa non è uguale a resistenza a pubblico ufficiale. Ho fatto presente pure che il limite di legislature è profondamento antidemocratico: insomma, la strada di grillo è giusta solo che lui vuole scavare un burrone.
Non potete immaginare la mia sorpresa nel vedere il fervore con cui sosteneva ogni oltre logica le posizioni di grillo, senza recedere di un punto. Quando il volume ha superato i 100 decibel ho adottato la vecchia tattica del dargli ragione e me la sono cavata.
In pratica ecco i primi adepti, i primi fanatici, incapaci di distinguere tra democrazia e non, incapaci ormai di vedere da posizioni critiche quelle di Grillo, che sarebbero accettabili se non fossere estremistiche.
Avrà ragione per una volta nella vita Scalfari? I nuovi fascisti sono forse loro?
No, chiaramente. I fascisti non erano così banali. Invece i grillisti lo sono, sono una massa di pecore, che semplicemente asseconda il desiderio nascosto di tutti gli Italiani: essere anarchici, non volere nessun governo, fare come ci pare. Si lasciano andare gli istinti primordiali, così bassi da non essere nemmeno sentimenti.
Speriamo che la cosa non diventi troppo seria: questa volta chi comanda avrà il coraggio di far rispettare le leggi?
lunedì 17 settembre 2007
La dignità della gente
Le Marche sono una di quelle regioni che non esistono.
Non sono presenti nei telegiornali per notizie particolari, non ha grandi squadre di calcio, non ha politici importanti attualmente attivi, insomma non fanno niente di rilevante agli occhi dell'informazione, tanto che Valentino Rossi viene detto romagnolo senza ritegno e senza proteste.
La tranquillità sembra regnare sovrana, e posso assicurarare che è così soprattutto nei piccoli paesi dell'entroterra, con le loro case
che profumano di antico, le persone dall'aria seria ma serena, le rughe profonde, la parlata strana per chi non vi è abituato. Non sono certamente una regione arretrata, i giovani si divertono come tutti i giovani d'Italia, e i cittadini fanno le stesse cose che fanno tutti i cittadini d'Italia. In questi piccoli paesetti, dicecvo, dove tutti conoscono tutti, dove si viene identificati per soprannome la tranquillità è quasi data per scontata: in uno di questi per mesi hanno parlato di una ruspa che si era portata via un bancomat da una Banca, e chi aveva sentito qualcosa era lì a raccontare e, naturalmente, a esagerare.Dicevo che le Marche non sono diverse dal resto d'Italia : due mesi fa ad Appignano del Tronto un ubriaco rom ha investito quattro ragazzi con il suo furgone. Morti.
Morti che sono bruciati nei cuori della gente come meteore che hanno fatto piangere un intero paese, gridare di rabbia.
Questi rom (qualcuno un giorno mi spiegerà come sia possibile che nel 2007 ancora ci siano dei nomadi in europa, un giorno), che la gente non voleva, imposti da un sindaco di sinistra ( e si perchè da noi chi fa il sindaco è quello pù ideologicamente compromesso del paese), che disturbavano, che guidavano ubriachi. Ci sarà l'incidente dicevano i vecchi.
La profezia di Cassandra si è avverata e la rabbia è stata così furiosa che il campo fu incendiato, con la gente che gridava ai pompieri: "Lasciate stare, c'è la siccità, lasciateli bruciare".
Una reazione di rigetto, di razzismo, di violenza. Dimostrazione pratica che accettare tutti, che chi non si integra, è pericoloso dannoso, letale. Il colpevole arrestato, confessa, collabora, si dispiace. Fino all'epilogo di oggi, dove viene mandato a casa di un volontario umanitario, dove la giustizia prova una volta tanto a recuperare un balordo.
Io non sono daccordo. La pena dovrebbe essere anche punizione. Ma conta poco. Quello che mi ha stupito sono state le parole di uno zio di una vittima: chiedeva giustizia e non vendetta, diceva perdono l'assassino.
E la dignità è tornata sopra Appignano in silenzio, senza rumore.
mercoledì 12 settembre 2007
La capitale dell'europa. La capitale della vergogna
Nemmeno la volontà di ricordare le vittime dell'undici settembre, ha fatto cambiare idea al sindaco socialista della città, che solerte ha impedito la manifestazione. Consolante se non altro il fatto che i sinistranti d'europa sono tutti uguali: non hanno le palle di far rispettare a tutti le stesse regole però in compenso hanno la faccia tosta di impedire manifestazioni contrarie alle loro idee.
Chi si ricorda della manifestazione della Cdl di Roma?
1,5 milioni di persone liquidate in fretta dall'unione, che però non lesina mai di retorizzare le proprie con pomposi proclami.
Tornando a ieri resta solo da aggiungere che una città che ha paura dei propri immigrati, una città che impedisce la libertà di espressione non merita di essere la capitale d'Europa, non merita nemmeno di essere in Europa.
La reazione della Farnesina è dovuta e doverosa, ma dovrebbe sollevarsi l'opinione pubblica contro quello che è successo: il sindaco si dovrebbe dimettere, il capo del governo belga chiedere scusa, gli altri paesi soprattutto quelli governati da coalizioni di centro destra, Francia, Germania, Polonia in primis, dovrebbero chiedere spiegazioni. Chiedere se il Belgio e la sua capitale sono un paese dell'occidente.
In fondo quella di ieri non è stata altro che una preventiva prova di Sharia, arrivata con la paura ancor prima che con gli islamici.
Che intanto sghignazzano guardando Bin Laden.
martedì 11 settembre 2007
Per non dimenticare
sei anni fa la morte, il lutto.Quegli aerei che si schiantano sulle torri sono cazzotti sullo stomaco, duri, violenti, assalgono il sitema nervoso. Fa Male.
Respiriamo. Una boccata profonda. Razionaliziamo.
3000 morti, 3000 martiri di una guerra santa che nessuno ha mai dichiarato; vittime di un odio che diventa follia, vittime di un destino beffardo.
Ricordiamo allora tutti i caduti, tutti quelli che ce l'hanno fatta, ricordiamo lo skiline di New York.
Stasera solo due fasci di luce a rappresentare il lutto; stasera tutto l'occidente a raccogliersi sotto la stessa bandera.
Amen
sabato 8 settembre 2007
Cultura dominante?
Difficile che non l'abbiate fatto. Spesso le sue pagine sono ai primi posti di Google, e altrettanto spesso sono ben curate. Le pagine sulla scienza, la fisica e la biologia soprattutto, sono davvero ben fatte. Anche i gruppi musicali sono ben trattati e così molte altre voci in tutta l'enciclopedia.
Le voci di politica però sono ben diverse. La facciata che si può vedere è quella della voce, dove gli argomenti sono trattati in modo più o meno obiettivo, anche se talvolta qualche sbavatura rimane. Talvolta tutta la pagina è una sbavatura.
Le discussioni però dietro la pagina sono estremamente interessanti; in pratica spesso sono composte da un utente molte volte anonimo che si lamenta della poca obiettività della pagina, e subito seguono repliche dei wikipediani, che gli danno addosso, adducendo scuse talmente politiche da far impallidire. Il novanta percento dei wikipediani che si occupa di politica è di sinistra, lo si capisce dalle discussioni, e di questi un trenta percento lo dichiara apertamente nella pagine.
Siamo un paese libero e questa è una banalità, ma non di buon senso; così se uno di rifondazione scrive la pagina sulla resitenza sarà difficile che sia equilibrata ( la discussione è illuminante). Se poi chi la controlla è un simpatizzante.. abbiamo capito.
Per chi fosse interessato a saperne di più potete vedere la mia pagina su wikipedia, dove ho riportato qualche esempio. Ho riportato anche le voci che ho creato o modificato. Niente politica per me. Non sarei troppo neutrale, e poi già studio in Emilia Romagna, sono cresciuto nelle Marche, sono stufo di discutere con queste persone
venerdì 7 settembre 2007
Un' analisi senza pretese di persone senza speranza
Possiamo vederli e sentirli, questi burattini, piccoli uomini vestiti da grandi statisti, con i loro fili sporchi di ideologia comunista e sangue, carnefici morali di milioni di persone, pacifisti reali durante le manifestazioni.
Le loro ultime affermazioni non sono gravi in assoluto, non sono scandalose a priori, non hanno riso beffardamente ai funerali di un nostro soldato. Piccolezze, dunque, piccolezze che sono però sintomatiche di quanto l’ideologia sia in loro radicata, tarlo rovente nei loro cervelli martoriati.
Esempio lampante è il “caso” dei lavavetri che è stato in fretta affiancato da altri: decoro urbano, prostituzione microcriminalità. Sentire queste persone, i campioni del popolo, che dichiarano solennemente che la strada non è questa, che non si colpiscono i pesci piccoli mi fa venir voglia di chidere loro: “Quanto tempo è che non uscite di casa il pomeriggio da soli? Quando è stata l’ultima volta che avete passeggiato per una città?”. Dove sono questi quando un anziano o una donna viene minacciata dallo zingaro al semaforo? Dove sono questi quando giovani senza testa si rovinano i neuroni a strisce di polvere bianca? Dove sono questi signori quando si tratta di affermare senza incertezze che la legge si rispetta, da tutti e che chi non lo fa è un criminale?
Sono nelle loro ville, espressione del proletariato parlamentare, a tirarsi di coca, prima del comizio alla fabbrica, dove li aspettano operai illusi da un’utopia che sa di morte, troppo stanchi per pensare, troppo stanchi per capire che gioire perché i ricchi piangono è ridicolo. E ogni singola proposta che voglia abbassare le tasse, che voglia ridurre il debito pubblico viene bocciata come tentativo capitalista di rovinare i proletari, viene soppressa da dichiarazioni che vogliono ridistribuire il reddito. Eppure l’Italia è il paese con il peggior rapporto soldi dati \ soldi ricevuti tra stato e cittadini, segno inequivocabile della sconfitta di questa gente, del lampante sgomento che coglie chi non è troppo stanco per pensare, che in fondo se siamo tutti più poveri, se tutti staremo peggio, loro alla fine otterranno più voti. Sempre che arrivino incolumi a fine legislatura. Voglia dio allontanarci questa disgrazia.















