
Giuro. Non volevo tornare sulla questione. Non volevo proprio. Ma non riesco a stermente zitto.
La storia è vecchia e l'ho sviscerata più volte, ma il caso particolare, quello di marco ametovich, proprio non mi va giù sul groppone.
Questo assassino, questo subumano, vuole fare la star. Bello lurido di sangue fresco, ha intenzione di fare una linea di profumi e abbigliamento "Puzza di zingaro", aiutato da tale Alessio Sundas.
Chi è alessio sundas? è questo con la faccia da invertito qua a lato.
Un manager che nel suo sito dice che non si fermerà finchè non ci sarà una legge che proibirà ai condannati di firmare contratti.
Stop.
Una legge?
C'è bisogno di una legge?
Non basta il buonsenso, non basta non volersi rendere complice moralmente di un assassinio? Questo signore è il classico sciacallo. Il classico furbo di cui l'Italia può fare a meno. Se fossimo una nazione vera andremmo a casa sua, lo porteremmo alla frontiera e lo scaricheremmo lì. Motivazione: sei troppo stronzo per essere Italiano. Invece no. (Questa sottospecie di subumano è anche un truffatore come si può leggere qui.) .L'unica buona è che almeno gli aderenti alla confcommercio si sono rifiutati di vendere le sue zozzerie. Almeno quello.

L'altro invece, l'assassino, se la gode alla grande nel residence, gentilmente offerto da tale Marco Fabiani, che oggi su studio aperto recitava la parte della vittima perchè gli hanno sfasciato la macchina e minacciato con scritte sul suo residence. Poco, bastardo che non sei, altro che fai vivere la pena all'assasino come fosse una vacanza.
E finiamo con lui, che se la gode al sole, che dice di voler guadagnare per risarcire le vittime. Sai benissimo quello che hai fatto, sai benissimo cosa stai facendo. Spero che quando finirai di scontare la tua pena qualcuno ancora si ricordi di te e te la faccia pagare sul serio; la giustizia italiana è ridicola, ma da queste parti non si dimentica. E allora ti converrà andare a fare il nomade da qualche altra parte, e ringraziare Iddio che in questo paese non c'è la pena di morte.
















5 commenti:
In merito alla tua frase del blog sul rumeno-killer che diventa una stella e su questo tale Sundas che gli propone un contratto pubblicitario, mi trovi perfettamente d'accordo..ma posso chiederti Chi è stato a uccidere tommaso Onofri, un bambino di parma di neanche 2 anni?chi ha ucciso Virginia Ferreoli, 17 anni?chi Andrea Salvarani, tassista? chi Chiara Poggi, studentessa? Italiani, mio caro..se tu leggi la cronaca nera di quest'ultimo anno ti renderai conto che la maggior parte degli omicidi più efferati sono stati compiuti da Italiani..già, che razza superiore vero?..e lo sai che le statistiche riguardo ai morti sul lavoro dicono che 1 morto su 4 è rumeno?e quando parli di qualcuno che ha oncora un senso dell'onore forte, a chi ti riferisci,alla "BRIGATA JOE PESCI", a quei coraggiosi che a roma hanno picchiato in otto 2 rumeni che facevano la spesa? cazzo che coraggio..veri uomini..un po come quei coraggiosi durante il fascismo che andavano in giro a menare la gente organizzate in squadra!!AH ma che bravi..davvero i degni discepoli di mussolini, che per tua informazione, il giorno della marcia su Roma..guarda caso era a Milano con già un biglietto pronto per la Svizzera!!lo sapevi questo?temo di no..se uno si soffermasse di più a studiare la storia scoprirebbe che le glorie del passato sono solo delle meschinità ricoperte di lucido dal revisionismo..e te lo dice uno che nn è assolutamente di sinistra, anzi..
Marco
ma che centra?
La parte per il tutto?
sei capace di leggere?
Sì?
allora io sto parlando di rom, della loro criminlità, non di tutta.
E chi ha parlato di razza superiore?
In realtà hai letto quello che volevi leggere, caro anonimo.
Perchè i crimini li commettono tutti, ma non tutti sono criminali. I rom continuano a fare i nomadi e di consegueza devono per forza adattarsi.
La marcia su Roma? che mi frega a me? io non sono fascista e me ne guardo benen dal confondermici.
Revisionismo? ma stai scherzando? chi ha parlato di revisionismo?
Hai mai letto Shopenauer? sai qual è uno dei modi per vincere una conversazione? confutare cose che l'altro non ha detto... te sei bravissimo, caro anonimo.
Ti chiedo se non sei di sinistra in che cosa credi? L'onore non è quello mica quello degli ultrà o dei mafiosi. E' altro.
E' la tua ricerca per un comportamento civile e umano che sia in grado di farti dormire la notte.
Bon, ho pure risposto.
Credo che continuerò a postare invece di abbandonare sto blog.
Ps ho riletto il post. eera uno sfogo, e come tale andava preso.
L'ultima parte è stata corretta. Ciò non invalida le cose che ho scritto sopra
Sulle prime ho pensato che fosse la solita bufala, la notizia che un chiacchierato «creativo» costruiva una «linea» di moda, usando come testimonial un assassino, ma poi ho sentito nel corso del programma 'Lo zoo di 105' in onda su Radio 105, in una intervista, la stessa voce dell’interessato confermare spudoratamente che promuoverà una linea di jeans, di occhiali, di profumo, usando come testimonial Marco Ahmetovic, il rom che guidando ubriaco ha ucciso ben 4 ragazzi di Appignano, un paesino vicino ad Ascoli Piceno.
Lo sponsor/ creativo in questione si chiama Alessio Sundas e non è nuovo a genialate di questo tipo. L’uomo è molto spregiudicato davvero: ai conduttori del programma radio che lo attaccavano duramente ha risposto che "è colpa dei giornalisti se Ahmetovic è diventato una star". Poi ha spiegato qual è il suo pensiero «La mia è una scommessa. Quella di fare di un assassino una star. Non me ne vergogno : è il mio lavoro.» Intanto da buon piazzista esibisce foto di prototipi di jeans (con coltelli e scritte stampate in lingua rom), di profumi e di cinte con tanto di testa di toro stilizzata. Prodotti che, secondo l’agente, saranno in vendita tra una manciata di giorni, cominciando dal web, su Ebay.
Ma vediamo più da vicino i due protagonisti di questa vicenda grottesca. Marco Ahmetovic non è solo un assassino, è anche un delinquente che ha tentato una rapina a mano armata, il 10 novembre del 2006. Evidentemente questo fatto criminoso non è stato punito, visto che il ragazzo era libero di girare, di ubriacarsi e di falciare altri quattro giovani come lui. Nemmeno stavolta – condannato a sei anni emmezzo – è in carcere, tuttavia, come invece dovrebbe, dato il precedente della tentata rapina (il tribunale del Riesame di Ancona si pronuncerà fra breve sul ricorso della Procura contro gli arresti domiciliari concessi ad Ahmetovic ). Lui intanto passa il tempo in un residence di San Benedetto del Tronto ( il «Seaside» ) con tanto di piscina e adesso gli piovono addosso proposte per serate in discoteca da 3000 euro a notte e un contratto da 40.000 euro ( è lo stesso Sundas a dirlo, sempre nell’intervista a Radio 105) per fare, come dicevamo, da testimonial a «Linearom».
C’è da chiedersi che cosa possa passare nella testa di un giovane semianalfabeta, deraciné, con un background diciamo difficile e probabilmente con un senso etico molto vago, dati i precedenti, ad essere premiato invece che punito per quel che ha fatto! Che fortuna per lui ammazzare quei quattro ragazzi, quella sera! Una vera pacchia! E c’è da chiedersi che razza di messaggio stiamo mandando ai nostri ragazzi. Dopo questo non chiediamoci più perché sempre più spesso ragazzini assaltino e distruggano le loro scuole e si filmino anche mentre lo fanno, perché ci siano episodi di bullismo sempre più violento e pericoloso e perché stiano aumentando i reati di violenza contro la persona e soprattutto verso le donne e i bambini, cioè gli elementi più deboli e indifesi. Ovviamente gli amici dei quattro ragazzi morti (Lillo, Alex, Eleonora e Davide) sono furibondi. La foto che circola del rom, che fuma tranquillo affacciato alla terrazza del residence, ha fatto il giro del paese, incendiando gli animi. Se si va nel sito che hanno creato www.iragazzidelmuretto.org si possono leggere non troppo velate minacce all’indirizzo del ragazzo rom.
Intanto un petardo e una bomba carta sono già esplosi davanti al residence, mentre l’odio nei confronti dei rom e di tutti gli stranieri, sale e si moltiplica in modo esponenziale ovunque.
E adesso passiamo al «creativo» Alessio Sundas, ideatore di questa campagna pubblicitaria vergognosa. Questo signore l’abbiamo visto due anni fa a «Mi manda Rai3» per aver truffato dei creduloni che si erano affidati alla sua agenzia per far diventare attori i propri bambini. Non sappiamo a tutt’oggi se li abbia risarciti o meno.Basta però entrare in alcuni blog per leggere decine di lettere che denunciano truffe da lui perpetrate. Devo dire, però, che il commento più divertente che ho letto, a chiosa di tante truffe è stato «Ladro lui, ma polli voi!!» Il Sundas sembra che abbia offerto i suoi servigi anche ad Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara, la ragazza massacrata a Garlasco, che s’è detto indignato. Gli è andata meglio con Azouz, il marito e padre di due delle vittime di Erba, recentemente tornato alla ribalta della cronaca per essere stato arrestato per traffico e spaccio di stupefacenti. Pare che stia scrivendo un libro… Ma non è mica finita qui: vi consiglio di sentirla tutta su Youtube l’intervista alla Radio 105, perché il Sundas è arrivato a dire che affiderà alla mamma di Cogne di sponsorizzare una linea per bambini!
Il Sundas non è solo un cinico amorale è anche peggio: è un furbillo, cioè appartiene a quella categoria che considera tutti gli altri dei coglioni (vi ricorda qualcosa questa parola un po’ forte?) e prendendo spunto dal maestro di tutti i cinici furbilli si è creato un partito tutto suo, e naturalmente ha anche fatto un blog, nel quale ha scritto che si batterà perché venga fatta una legge per cui nessun assassino possa trarre vantaggio economico dal proprio reato (!). Una contraddizione? Una ulteriore presa per i fondelli? Certo, perché così gioca su due tavoli: quello del denaro, sfruttando delitti e miserie umane e quello del perbenismo ( lo faccio solo per dimostrare che tutto si può fare)… già: ma i soldi che ne ricaverà li devolverà in beneficenza? Il fatto è che è convinto di essere il più furbo di tutti, che sa come impollare il popolo bue. Pensandoci bene, però, è anche uno sviluppo logico del suo entrare in politica: se verrà mai eletto ( e in questi anni abbiamo visto finire in Parlamento proprio di tutto!) non avrà più bisogno di lucrare su assassini e delinquenti. Lo farà su tutti noi, come già lo fanno tanti altri. E potrà delinquere anche lui, impunemente. Gli esempi infatti vengono dall’alto: un Previti o un Dell’Utri che non vanno in carcere, nemmeno dopo essere stati condannati a pene detentive, sono quelli più noti, ma non i soli: il Parlamento è pieno di indagati, di corrotti e di delinquenti tranquillamente seduti nei loro scranni.
Fra tutte le cose ignobili dette dal Sundas ce n’è una, però, assolutamente vera: sono i giornalisti che hanno fatto di assassini e delinquenti delle star. Accidenti se è vero! Senza generalizzare, tuttavia bisogna ammettere che ci sono anche troppi giornalisti che non sanno più informare e non distinguono fra approfondimento e ossessione, fra notizia e pettegolezzo, fra fama e notorietà, fra persone importanti e pidocchi rifatti, fra il prezzo delle cose e il loro valore.
La perdita del senso etico crea queste confusioni e dà origine a questi squilibri e a un degrado morale generale sempre più diffuso e profondo.
Ripensiamo a tutto il clamore mediatico intorno al caso di Cogne, poi a quello di Garlasco, adesso a quello di Perugia: delitti terribili, squallidi e tristi, che diventano «casi» di cui parlare per giorni, per settimane, per mesi, con una morbosità stomachevole, a cui non solo non si sottraggono gli inquisiti, ma a volte nemmeno gli inquirenti e tutto diventa un osceno spettacolo, in cui lo spezzare una vita, il distruggerne i sogni, le aspirazioni, le ambizioni di qualcuno diventa un dettaglio insignificante.
Le vittime sono proprio quelle di cui non si parla mai. Si analizzano anche i battiti delle ciglia del presunto assassino, ma nessuno si chiede cosa ha pensato, subìto, sofferto la vittima. Pietà l’è morta, insomma. Ma non solo la pietà: qui non c’è più nulla di vivo e di vitale! Il fatto è che viviamo in un mondo di mostri che riconoscono solo i propri simili: questa è la verità. Un mondo dove le persone per bene sono considerate dei cretini, dei falliti, degli incapaci, da turlupinare, fregare, spremere e anche uccidere, perché no? Tanto nessuno paga mai e poi basta chiedere il perdono. Tutti sembrano pronti a capire le ragioni di un assassino e a perdonare… PERDONARE!!! Ma come si fa?? Ma che cavolo è questa ipocrita, viscida, innaturale moda del perdono?? Mi uccidi un figlio perché sei un delinquente senza valori e senza controllo, perché non hai rispetto di niente e di nessuno e io ti debbo perdonare??? Ma stiamo davvero tutti impazzendo in questo paese? La mancanza di una certezza della pena ci ha portato a questo stravolgimento? Siccome nessuno viene punito per quello che ha fatto, questo reato non deve essere troppo grave e dunque il perdono è d’obbligo. E’ questo il passaggio demenziale? Ma come dice la parola il per-dono è un regalo, il dono più alto che un essere umano possa fare ad un altro e che deve maturare attraverso una lenta decantazione dei sentimenti. Può anche non venire mai quel momento. E visto che è un dono non può essere richiesto e tanto meno preteso.
Ma da quello che si vede in TV e si legge su certa stampa siamo arrivati al punto che più sei delinquente e più sei figo, più sei cinico e più hai successo. Chiunque può diventare un eroe: basta che sia abbastanza abietto. Si fanno perfino fiction sui capi mafiosi!
Abbiamo visto recentemente un altro caso emblematico: quello di una ragazzotta vogliosa di successo e senza troppa moralità, che ha fatto commercio di sé per avere qualche particina. Tutto questo squallido e umiliante mercato è venuto fuori in una intercettazione telefonica. Ma questo invece di penalizzarla è stato una manna per lei: altro che commercio carnale! E’ stata chiamata anche a fare pubblicità di dubbio gusto, invitata in trasmissioni trash ed è diventata finalmente nota come voleva. Un modello pericoloso davvero per le ragazzine di poco cervello e cultura, ma nessuno sembra accorgersene e un esempio tanto umiliante di donna è continuamente citata dai giornali di gossip: la più bassa immondizia di carta stampata che esista, ma quella evidentemente più letta da un certo tipo di pubblico: lo stesso che guarda certi reality e trasmissioni di infimo livello e si nutre di notizie su persone insignificanti sotto ogni aspetto, nullità che molti di noi non sanno nemmeno che esistano, e che invece per un largo pubblico sono quasi degli eroi.
La differenza fra un paese di tronisti e un paese di professionisti la fa solo la cultura, ma questa è ormai merce rara e quasi sconosciuta ai più.
Qui passa il modello Corona, di cui il Sundas è un epigono. E’ il trionfo del kitsch, l’apoteosi del trash, del cattivo gusto, dell’ignoranza, della maleducazione e della volgarità. Ma purtroppo è anche lo specchio della bassa moralità di questo paese e della sua classe dirigente.
Ma pensate invece quanto sarebbe stata bella l’idea di una «linea rom» se il testimonial non fosse stato un assassino, ma un ragazzino rom qualsiasi! Quanto sarebbe stata divertente e stuzzicante. Quanto avrebbe potuto unire e non dividere. Quanta simpatia avrebbe suscitato invece che odio. Quella sì che sarebbe stata una sfida al conformismo, una scommessa di intelligenza e di civiltà. E invece siamo sempre più nel degrado e nello sconforto.
Cosa ci vuole per cambiare faccia e indirizzo a questo paese? Un tempo dicevamo: bisogna riportare l’etica nella politica, questo è il nodo da sciogliere, questa è la strada per risanare. Ma oggi chi potrebbe farlo? Guardandoci attorno non riusciamo più a vedere nessuno che sia all’altezza.
caro amico anonimo, non era necessario postarmi l'intero articolo "L'italia dei mostri e della mucillaggine, l' Italia squallida dove gli assassini diventano star
di Barbara Fois "
qua, potevi anche mettere il link. In ogni caso condivido tutto.
C
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