venerdì 12 ottobre 2007

Italiani e da molto tempo.

Delle volte è difficile trovare un argomento di cui parlare in un blog, soprattutto se è il solito commento al fatto di cronaca o polemica pura, anche se questo qualche soddisfazione la toglie.
Però non posso non parlare di quello che è accaduto in Germania.
Un uomo, italiano, che aveva rinchiuso e violentato ripetutamente la sua compagna Lituana ha ottenuto uno sconto di pena perchè Sardo. Testualmente: «Si deve tenere conto delle particolari impronte culturali ed etniche dell’imputato. È un sardo».
Ora, è evidente anche a un cieco che questo si chiama razzismo, un razzismo che nei confronti di noi italiani continua strisciante ovunque. Eppure i tedeschi non avevano trovato così divertente la parola Mafia, dopo la strage di Duisburg, anche loro sembravano aver capito che in Italia c'è poco da ridere.

Mi chiedo: ci sarà la goccia che farà traboccare il vaso? Quante volte ci hanno umiliato, deriso, giudicato? Quante volte ci hanno discriminato?
Siamo mafiosi, arretrati, incivili, furbi, ladri, imbroglioni? Sì. Lo siamo, lo siamo stati e lo saremo molte volte ancora, come molti popoli. Ma siamo onorevoli, giusti, valorosi, onesti, lavoratori, saggi, geniali? Si, lo siamo, lo siamo stati e lo saremo molte volte ancora, come molti popoli. E' evidente che un attriuto del momento non può permettere di giudicare un popolo per sempre, ma questo conta poco. Quel che conta, e che tutti si dimenticano, è che noi Italiani queste cose le siamo stati più volte di tutti i popoli d'Europa, così come conta il contributo dato alla tecnica alla letteratura, alla poesia, all'arte, alla civiltà. Una civiltà che buona parte è nostra, una civiltà che abbiamo portato a popoli che "pisciavano nelle stesse pozzanghere in cui bevevano".
Popoli che oggi ci offendono con pregiudizi ignoranti, offendendo una regione e una nazione che ne ha passate davvero tante, che galleggia a malapena nel mondo di oggi, ma che nonostante tutto è ancora qua.

Chiederanno scusa stavolta i Tedeschi?

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